Ebbene, le popolazioni, soprattutto i giovani, sono sempre più convinti dell'esistenza degli alieni.
"Cosa significa, alieno"
Il termine "alieno" deriva dall'inglese, alien che significa "estraneo", "straniero", in entrambi gli idiomi , comunque è divenuto sinonimo di "creatura extraterrestre".
"L’ incidente di Roswell, 70 anni fà"
Nel 1947, nei primi giorni di luglio, un oggetto volante non identificato, o perlomeno non riconosciuto inizialmente, cadde in un ranch vicino a Roswell, in New Mexico. Allora era una città abitata da circa 30mila persone, perlopiù allevatori e militari. Non ci furono danni né feriti, ma nel corso degli anni l’incidente divenne molto famoso, sia sui giornali che nella cultura pop, perché molte persone si convinsero che l’esercito degli Stati Uniti aveva voluto nascondere ciò che era davvero avvenuto. Cioè qualcosa che riguardava gli alieni. Dello schianto di un UFO (dall’espressione inglese “Unidentified Flying Object”, ovvero tradotto letteralmente “oggetto volante non identificato”) a Roswell si cominciò a parlare l’8 luglio del 1947: l’ufficio per le relazioni pubbliche della Roswell Army Air Field (RAAF), una base aerea dell’Aeronautica militare statunitense a circa 5 chilometri di distanza dalla città, diffuse un comunicato in cui si diceva che i militari della base avevano recuperato da un ranch diversi rottami appartenenti a un «disco volante». La notizia fu ripresa da un giornale locale, il Roswell Daily Record, e da lì finì sui giornali nazionali.
L’incidente, in realtà, si era verificato alcuni giorni prima, tra la fine di giugno e i primi di luglio. Lo schianto avvenne a diversi chilometri di distanza da Roswell, nel ranch di William Ware Mac Brazel. Brazel trovò alcuni rottami (lamiere, asticelle di legno e brandelli di lattice) nel suo ranch il 4 luglio, e alcuni giorni dopo (non aveva un telefono) andò a riferirlo allo sceriffo della città. Insieme a un militare, lo sceriffo eseguì un sopralluogo, probabilmente il 7 luglio, recuperando il materiale caduto sul ranch di Brazel. Pochi giorni prima, dalle parti di Roswell, erano circolate voci riguardo all’avvistamento di strani oggetti volanti simili a dischi. Anche per questo motivo il comunicato della RAAF dell’8 luglio suscitò molto interesse tra la popolazione, cosa che spinse l’esercito a diffondere il più rapidamente possibile una smentita sulla storia del “disco volante”.
Il 9 luglio 1947 la versione del ritrovamento di un disco volante fu quindi categoricamente smentita dal governo e dall’esercito degli Stati Uniti. I rottami trovati al ranch vicino a Roswell erano stati portati a Dallas, in Texas, per essere controllati e analizzati, e gli esperti avevano identificato l’oggetto come un pallone sonda, utilizzato da una stazione meteorologica del luogo per rilevare la velocità e la direzione dei venti ad alta quota. Il personale della base aerea di Roswell non era a conoscenza della sua esistenza e per questo motivo era stata fatta confusione. Alcuni giornali pubblicarono le foto dei rottami, a dimostrazione del fatto che si trattava di un pallone sonda e non di una navicella aliena. Il caso fu così risolto e in poche settimane i media persero interesse per l’incidente di Roswell.
Se ne tornò però a parlare all’inizio degli anni Ottanta, dopo che l’ufologo (e fisico) Stanton T. Friedman andò a Roswell per intervistare alcuni testimoni dell’incidente e ottenne un’intervista con Jesse Marcel, il maggiore dell’esercito che nel 1947 aveva mostrato alla stampa i rottami rinvenuti nel ranch. Marcel confidò a Friedman che la versione del pallone sonda era un falso, creata appositamente dall’esercito e dal governo per nascondere la verità su ciò che era realmente precipitato a Roswell. La scoperta di Friedman fu raccontata nel saggio The Roswell Incident di Charles Berlitz and William Moore, che in precedenza si erano occupati di altri “misteri” della storia americana e del cosiddetto Triangolo delle Bermuda.
L’ipotesi di Friedman era che i rottami trovati nel ranch di Roswell fossero di un’astronave esplosa in volo. In The Roswell Incident si diceva inoltre che in un’altra località fossero stati ritrovati i corpi di alcuni alieni che facevano parte dell’equipaggio del disco volante. Le ipotesi di Friedman fecero molto discutere e contribuirono a riportare di attualità l’incidente di Roswell. Negli anni seguenti uscirono altri libri sul tema, con l’aggiunta di nuovi particolari su quello che veniva considerato l’incidente di un’astronave aliena.
Nella seconda metà degli anni Novanta, in risposta alle ricostruzioni spesso molto fantasiose sull’incidente di Roswell, l’Aeronautica statunitense produsse due rapporti ufficiali sull’argomento. I documenti chiariscono che l’oggetto che si schiantò sul ranch di Roswell non era in effetti una sonda meteorologica, ma un pallone sonda appartenente al progetto segreto Mogul, il cui scopo era tenere sotto controllo particolari attività militari dell’Unione Sovietica. Erano palloni sonda molto grandi, compatibili con il tipo di rottami che furono rinvenuti dopo l’incidente di Roswell. Il pallone in questione era stato lanciato dalla base aerea di Alamogordo, sempre nel New Mexico, a una distanza che giustificava la caduta dei rottami nella zona del ranch. Gli avvistamenti di oggetti non identificati da parte della popolazione nei giorni prima dello schianto erano quindi legati alle operazioni di spionaggio delle sonde militari.
La versione ufficiale dell’esercito statunitense, piuttosto solida e ben documentata, è da anni osteggiata da buona parte degli ufologi che si sono occupati dell’incidente di Roswell, e che hanno rilevato – spesso pretestuosamente – alcune incongruenze nelle conclusioni delle due inchieste e dei relativi rapporti. Alcuni ufologi sostengono che l’UFO avrebbe perso parti mentre era in volo sul ranch e si sarebbe schiantato poi a diversi chilometri di distanza. I sostenitori di questa tesi dicono che sul luogo dell’incidente furono ritrovati alcuni corpi alieni e che sarebbero stati poi trasportati presso l’Area 51, nel Nevada.
Nella prima metà degli anni Novanta circolò un filmato che mostrava la presunta autopsia di un alieno ritrovato a Roswell. Fu messo in circolazione da un produttore britannico, Ray Santilli, e fu trasmesso da diverse televisioni in giro per il mondo: anche in Italia, dalla Rai. Un’analisi dimostrò poi che il filmato era un falso, realizzato anche alquanto rozzamente e con diversi anacronismi rispetto al 1947. Lo stesso Santilli qualche anno dopo confermò che il suo filmato era fasullo.
Tuttora si continua a parlare dell’incidente di Roswell, e di numerosi casi simili o di avvistamenti, tanto da suscitare interesse nelle persone, che oggi visitano in gran numero molti dei luoghi in cui sono stati visti degli UFO o dove si sono verificati appunto degli incidenti, che sono rimasti avvolti nei dubbi e nei misteri proprio come quello di Roswell.
"Il giorno dopo Roswell"
Il Giorno Dopo Roswell fa luce su una controversia durata oltre cinquant’anni.
Dal 1947, riguardo al misterioso schianto di una nave spaziale non identificata a Roswell, New Mexico, l’Aeronautica statunitense ha sempre fornito versioni di comodo, del tutto infondate.
Il Colonnello Philip J. Corso, ex-membro del National Security Council (Consiglio della Sicurezza Nazionale) del Presidente Eisenhower e già a capo della Divisione Tecnologia Straniera del Dipartimento R&D (Ricerca e Sviluppo) dell’Esercito USA, rivela la verità.
Supportato dai documenti declassificati tramite il Freedom of Information Act (Legge della Libertà d’Informazione), il Colonnello Corso, per la prima volta, ripercorre la storia del “dopo Roswell” e del destino dei reperti recuperati sullo scafo alieno, nel contesto di un gigantesco Cover Up governativo.
Il Colonnello Philip J. Corso, scrive una pagina inedita di Storia, l’incredibile cronaca di avvenimenti che hanno mutato il corso del XX° secolo.
Nel 1961, l’allora Tenente Colonnello Philip Corso, ricevette l’incarico di sviluppare un programma industriale segreto per lo sviluppo dei materiali rinvenuti a bordo della navicella extraterrestre. Secondo la sua testimonianza, egli operò, per conto del Pentagono, al fine di indirizzare alle industrie americane operazioni di retro-ingegneria che avrebbero portato alle più significative scoperte tecnologiche della nostra era.
Il Colonnello Corso, rivela inoltre come una strategia di inquinamento ed insabbiamento delle prove abbia nascosto tutti i documenti relativi al fenomeno UFO al pubblico americano, mentre il Dipartimento R&D del Pentagono analizzava ed integrava la tecnologia derivata dai rottami di Roswell nell’arsenale militare e nelle aziende private.
Le dimensioni di questa operazione di Cover-up, sono state sbalorditive.
Colossi quali l’IBM, Ia Hughes Aircraft, la Bell Labs, e la Dow Cornig, si ritrovarono - a loro insaputa - a rielaborare un patrimonio inestimabile di meccanismi e congegni non terrestri.
L’Autore descrive gli strumenti rinvenuti a bordo, dell’astronave di Roswell, precursori dei microcircuiti integrati, fibre ottiche laser, e fibre super-tenaci.
Ma espone soprattutto un’altra realtà ben più sconcertante: la presenza delle EBE, Entità Biologiche Extraterrestri, avrebbe influenzato enormemente eventi di rilevanza storica nella geo-politica internazionale.
Ad esempio: la vittoria degli USA nella corsa allo spazio contro i Sovietici; progetti militari come I’SDI (Strategic Defense Initiative), Horizon e HARP (High Frequency Auroral Research); determinando inoltre la fine della Guerra Fredda.
Svelando alcuni dei segreti più occulti del Governo americano, Il GIORNO DOPO ROSWELL non solo ci costringe a rivedere il nostro passato, ma a riconsiderare il nostro ruolo nell’Universo.
Il Colonnello Philip Corso, operando ai vertici dell’Intelligence dell’Esercito, ha prestato servizio nello staff del Generale MacArthur in Corea e, successivamente, del National Security Council del Presidente Dwight D. Eisenhower.
Nei suoi ventuno anni di carriera militare, Corso è stato insignito con diciannove medaglie e onorificenze per meriti di servizio. Si è congedato dall’Esercito nel 1963 ed ha proseguito la sua attività nello staff dei Senatori James Eastland e Strom Thurmond, specializzandosi nella sicurezza nazionale. Da allora, ha collaborato con vari istituti commerciali privati come consulente amministrativo. Corso trascorse in Italia gli anni dal 1943 al 1946, come capo dell’Intelligence militare delle Forze Alleate. Esperto in armamenti e strategia, è stato relatore sui voli dei ricognitori UZ sulla Russia durante la Guerra Fredda ed ha testimoniato davanti alla House National Security Committee sui prigionieri di guerra americani nella Corea del Nord.